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L’Archeogruppo 1° nel Culture Programme 2010

L’Archeogruppo “E. Jacovelli” o.n.l.u.s. di Massafra, quale partner dell’Università di Firenze, Facoltà di Architettura, Dipartimento di Progettazione dell’Architettura (in veste di capofila) ha presentato a Bruxelles il progetto di cooperazione transnazionale dal titolo “CULTURAL RUPESTRIAN HERITAGE IN THE CIRCUMMEDITERRANEAN AREA: COMMON IDENTITY – NEW PERSPECTIVE” a valere sul Programma CULTURE 2007-2013. In data 12.02.2010 è stata pubblicata la graduatoria dei progetti ammessi a finanziamento per l’annualità 2010 ed il progetto dell’Archeogruppo è risultato vincitore, 1° classificato in graduatoria, con un punteggio totale pari a 95/100 su 108 ammessi a finanziamento. Punti di forza del progetto sono: partenariato strategico che unisce L’Europa del Sud Est e del Sud Ovest, il dialogo interculturale, l’interdisciplinarietà dei contributi, il dialogo religioso che unisce Islam e Cristianesimo nell’incontro tra Grecia e Turchia, la creatività e le innovazioni, tecnologiche che saranno promosse, la disseminazione dei risultati, l’istituzione di un centro per la documentazione internazionale sul rupestre e della giornata annuale sul rupestre. Continua la lettura di L’Archeogruppo 1° nel Culture Programme 2010

L’Uomo nelle gravine: preistoria e protostoria fino all’Età del Bronzo.

di Roberto Caprara

Giovedì 14 gennaio, nella sede dell’Archeogruppo, Roberto Caprara terrà il primo incontro del ciclo “L’Uomo nelle Gravine” col quale lo studioso dimostrerà come le varie civiltà sviluppatesi nelle nostre regioni, dal Paleolitico al Post-Medioevo hanno lasciato tracce notevoli nelle Gravine, che sono quindi il luogo privilegiato per lo studio della lunga vicenda storica delle popolazioni che le hanno abitate. Non è quindi più lecito parlare di una sola Civiltà rupestre nelle Gravine, come era possibile quarant’anni fa, quando si conosceva solo il cortile di casa e si pensava che i villaggi fossero tutti bassomedievali, ma della significativa presenza di molte civiltà, che hanno lasciato tracce rupestri, speso imponenti ma talora percepibili solo dopo attento studio, nelle Gravine. Continua la lettura di L’Uomo nelle gravine: preistoria e protostoria fino all’Età del Bronzo.

Le chiese in grotta: il rinnovamento artistico dei pittori tra la fine del XIII e la prima metà del XIV secolo.

di Domenico Caragnano

Nella serata di giovedì 17 dicembre si è tenuto il secondo appuntamento con gli Incontri in Archeogruppo, presso lo Spazio Culturale Domenico Mastrangelo. Relatore della serata è stato il prof. Domenico Caragnano, il quale ha parlato del rinnovamento artistico dei pittori tra la fine del XII e la prima metà del XIV secolo nelle chiese in grotta. Il rapporto tra gotico e presenza dei sovrani angioini nell’Italia Meridionale è in parte vera, anche se le prime avvisaglie della cultura d’oltralpe sono già presenti nella costruzione dell’abbazia del Murgo presso Lentini, intorno al 1225, che rappresenta la volontà di Federico II di avvicinare le nuove tendenze del gotico-circestense dell’Ile-de-France agli stereotipi islamico-bizantini dominanti nel Regno di Sicilia, come dimostra anche una attenta analisi del ritratto di Federico II, conservato al museo di Barletta, che la tradizione vuole che sia stato scolpito da Bartolomeo da Foggia, intorno al 1221, rinvia direttamente al foglio 29 v del Livre de Portraiture di Villard de Honnecourt. Continua la lettura di Le chiese in grotta: il rinnovamento artistico dei pittori tra la fine del XIII e la prima metà del XIV secolo.

2° Convegno Nazionale di Studi “Insediamenti rupestri di età medievale”, Vasanello (VT) 24-25/10/2009

Interventi di Roberto Caprara e Franco Dell’Aquila

1. L’organizzazione dello spazio negli insediamenti rupestri pugliesi.

Spazio naturale e spazio artificiale

Quando si procede anche ad una prima superficiale osservazione di un insediamento rupeatre, si nota la presenza rilevante di spazi naturali, spazi lasciati integri ove la natura è preponderante in tutte le sue forme. Il fondo delle forre dove scorre in continuità o ad intermittenza l’acqua piovana (fig. 1), pareti verticali (fig. 2), la presenza di grandi massi rocciosi sono alcune delle forme naturali lasciate integre nello spazio nsediamento si nota la presenza di spazi naturali, spazi lasciati integri ove la natura è preponderante in tdi un insediamento. Negli insediamenti rupestri gli spazi naturali sono generalmente di gran lunga superiori rispetto ad un insediamento costruito che, viceversa, utilizza intensamente, anche modificandoli, gli spazi naturali esistenti.

Gli spazi artificiali sono tutti quelli che hanno subito cambiamenti dovuti all’opera dell’uomo. Questi spazi aumentano in percentuale con l’aumentare della pressione antropica e del numero delle famiglie inserite in un insediamento. Continua la lettura di 2° Convegno Nazionale di Studi “Insediamenti rupestri di età medievale”, Vasanello (VT) 24-25/10/2009