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L’Uomo nelle gravine: il pieno Medioevo.

di Roberto Caprara

Nell’incontro verranno chiarite le differenze che caratterizzano la conversazione di oggi, quando abbiamo ampia esperienza degli insediamenti rupestri circum-mediterranei e non solo, rispetto a conversazioni analoghe di quaranta o trent’anni fa, incentrate soltanto sui dipinti, o di trenta-vent’anni fa, quando si incominciarono a studiare i villaggi e le abitazioni, o di dieci anni fa quando si incominciò ad entrare nel vivo della cultura degli abitanti dei villaggi rupestri e si scoprì che in nulla differiva da quella degli abitanti di villaggi subdiali o delle stesse città, e quindi era inutilmente riduttivo e fuorviante parlare di “civiltà rupestre”, che era una implicita contrapposizione ad altre forme di civiltà. Continua la lettura di L’Uomo nelle gravine: il pieno Medioevo.

L’Uomo nelle gravine: dall’Età del Ferro all’Alto Medioevo.

di Roberto Caprara

Il prof. Roberto Caprara presenterà l’argomento allargando lo sguardo alle varie civiltà succedutesi, oltre che in Italia, anche in Europa e nel bacino mediterraneo, parlando dei Celti, dei Villanoviani e, venendo alla Puglia, degli Japigi, dei Dauni, dei Peuceti e dei Messapi, soffermandosi sull’iscrizione della grotticella messapica di Corvo a Massafra. Passerà quindi alla colonizzazione greca, accennando alle prestigiose realizzazioni di quella civiltà nell’Italia meridionale e a Taranto in particolare, dimostrando che anche allora non si disprezzò il vivere in grotta, come rivelano i numerosi ipogei di via Cava a Taranto e dell’insediamento di Carrino San Sergio a Massafra. Continua la lettura di L’Uomo nelle gravine: dall’Età del Ferro all’Alto Medioevo.

2° Convegno Nazionale di Studi “Insediamenti rupestri di età medievale”, Vasanello (VT) 24-25/10/2009

Interventi di Roberto Caprara e Franco Dell’Aquila

1. L’organizzazione dello spazio negli insediamenti rupestri pugliesi.

Spazio naturale e spazio artificiale

Quando si procede anche ad una prima superficiale osservazione di un insediamento rupeatre, si nota la presenza rilevante di spazi naturali, spazi lasciati integri ove la natura è preponderante in tutte le sue forme. Il fondo delle forre dove scorre in continuità o ad intermittenza l’acqua piovana (fig. 1), pareti verticali (fig. 2), la presenza di grandi massi rocciosi sono alcune delle forme naturali lasciate integre nello spazio nsediamento si nota la presenza di spazi naturali, spazi lasciati integri ove la natura è preponderante in tdi un insediamento. Negli insediamenti rupestri gli spazi naturali sono generalmente di gran lunga superiori rispetto ad un insediamento costruito che, viceversa, utilizza intensamente, anche modificandoli, gli spazi naturali esistenti.

Gli spazi artificiali sono tutti quelli che hanno subito cambiamenti dovuti all’opera dell’uomo. Questi spazi aumentano in percentuale con l’aumentare della pressione antropica e del numero delle famiglie inserite in un insediamento. Continua la lettura di 2° Convegno Nazionale di Studi “Insediamenti rupestri di età medievale”, Vasanello (VT) 24-25/10/2009