PROGETTO CRHIMA-CINP

CULTURAL RUPESTRIAN HERITAGE IN THE CIRCUMMEDITERRANEAN AREA: COMMON IDENTITY – NEW PERSPECTIVE (CRHIMA-CINP) L’Archeogruppo “E. Jacovelli” o.n.l.u.s. di Massafra, quale partner dell’Università di Firenze, Facoltà di Architettura, Dipartimento di Progettazione dell’Architettura (in veste di capofila) ha presentato a Bruxelles il progetto di cooperazione transnazionale dal titolo “CULTURAL RUPESTRIAN HERITAGE IN THE CIRCUMMEDITERRANEAN AREA: COMMON IDENTITY – NEW PERSPECTIVE” a valere sul Programma CULTURE 2007-2013. In data 12.02.2010 è stata pubblicata la graduatoria dei progetti ammessi a finanziamento per l’annualità 2010 ed il progetto dell’Archeogruppo è risultato vincitore, 1° classificato in graduatoria, con un punteggio totale pari a 95/100 su 108 ammessi a finanziamento. Punti di forza del progetto sono: partenariato strategico che unisce L’Europa del Sud Est e del Sud Ovest, il dialogo interculturale, l’interdisciplinarietà dei contributi, il dialogo religioso che unisce Islam e Cristianesimo nell’incontro tra Grecia e Turchia, la creatività e le innovazioni, tecnologiche che saranno promosse, la disseminazione dei risultati, l’istituzione di un centro per la documentazione internazionale sul rupestre e della giornata annuale sul rupestre. Il progetto redatto dalla Prof.ssa Carmela CRESCENZI dell’Università di Firenze grazie alla collaborazione dell’Architetto Angelamaria QUARTULLI e dell’Architetto Vincenzo RUSSO, con competenza acquisita in progettazione europea, vede la partecipazione, oltre che dell’Archeogruppo (coordinatore avv. Giulio MASTRANGELO), anche dei seguenti ulteriori partner (in ordine alfabetico):

  • Ecole Nationale Superieure D’Architecture de Paris La Villette (FRANCIA), responsabile Prof.ssa Edith Crescenzi;
  • Kadir Has University/Virtu Art Faculty – Istambul (TURCHIA), responsabile Prof. Mehemet Alper
  • National And Kapodistrian University Of Athens – Department of Energy Physics National (GRECIA), Prof. Dimosthenis Assimakopoulos;
  • Universidad Politecnica de Valencia – Dep. de Expreciòn Gràfica Arquitectònica (SPAGNA), responsabile Jorge Llopis Verdù.

Il finanziamento ammesso dalla Commissione Europea per il progetto “CULTURAL RUPESTRIAN HERITAGE IN THE CIRCUMMEDITERRANEAN AREA: COMMON IDENTITY – NEW PERSPECTIVE (CRHIMA-CINP)”, ammonta ad Euro 194.742,67 su un investimento complessivo di progetto pari a Euro 391.047,09. Le attività previste saranno realizzate in un arco temporale di 24 mesi a partire da settembre 2010 a settembre 2012.

L’habitat rupestre – L’habitat rupestre è un elemento distintivo del paesaggio mediterraneo. Strutture scavate nella roccia si trovano dagli altipiani anatolici ai deserti egiziani (Nubia), dall’Etiopia alla Tunisia, dai Balcani verso l’Italia, Francia e Spagna. In tale contesto antropologico ed etnografico, la grotta è la “casa comune” della cultura mediterranea. Le grotte medievali – case e chiese rupestri – caratterizzano massicciamente il paesaggio dell’Italia Centro Meridionale, l’altipiano Cappadocia, in Turchia le diverse regioni iberiche Spagna, della Grecia e la valle della Loira fino a Saumur in Francia, ed in altri siti ancora. Tutti questi insediamenti costituiscono le microcellule del più ampio habitat rupestre del Mediterraneo che racchiude diversità e molti aspetti comuni. In Europa si hanno molte informazioni dell’architettura rupestre cristiana del bacino Mediterraneo, grazie agli studi sulle chiese bizantine e i loro affreschi; poco si conosce di quella islamica: ci sono moschee scavate nella roccia in Turchia, Nord Africa e persino in Sicilia, alcune sinagoghe in Libia, monumenti sepolcrali e templi precedenti l’era cristiana, (Hittitian, egizia, etrusca, ellenistica e l’inizio delle strutture cristiane). Recentemente si è rivolta l’attenzione agli insediamenti urbani e alle abitazioni, certamente meno monumentali delle chiese, ma esse perpetuano un più lungo passato. A lungo considerato fenomeno espressivo di classi subalterne – per questo trascurato – da quando l’UNESCO ha riconosciuto come patrimonio dell’Umanità i centri della Cappadocia (TURCHIA) e i quartieri rupestri (Sasso Barisano e Sasso Caveoso) della città di Matera (ITALIA- Regione Basilicata), considerati in passato vergogna nazionale Sono incominciati i primi studi scientifici. Lo scambio di informazioni tra i paesi, finalizzati soprattutto a scopo turistici, è scarsa, gli studi monografici sono rari. negli ultimi anni, tuttavia, studi attivi e vivaci, pure a livelli diversi si interessano del fenomeno, nondimeno manca un censimento del patrimonio architettonico rupestre nel bacino Mediterraneo. L’unità culturale degli insediamenti rupestri è stata, in alcuni casi, danneggiata o distrutta, e la loro rilevanza di ‘ecomusei’, open source, non è stata compresa. Ai danni antropici si somma il naturale processo di deterioramento, causati dall’azione degli agenti atmosferici. Particolarmente evidente è l’azione corrosiva negli insediamenti della Cappadocia, le cui rocce tufacee continuano a disgregarsi. Obiettivo del progetto, oltre ai punti sotto elencati a trama larga, è di coinvolgere un maggior numero di studiosi dei vari settori per un confronto che si potrà protrarre nei diversi appuntamenti dei prossimi due anni.

  • Censire gli insediamenti, classificare le strutture ipogee;
  • promuovere la conoscenza degli insediamenti nel loro assetto urbano e bioclimatico valorizzando oltre ai monumenti più noti, l’aspetto quotidiano del vivere in grotta;
  • promuovere esperienze e ricerche che evidenzino la continuità dell’essere e del fare esistente delle diverse regioni che incorniciano il Mediterraneo;
  • promuovere la conservazione e lo sviluppo di questi siti favorendone nuove prospettive;
  • comunicare e rappresentare i siti della cultura rupestre e renderne accessibili i dati.

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