Le chiese in grotta: il rinnovamento artistico dei pittori tra la fine del XIII e la prima metà del XIV secolo.

di Domenico Caragnano

Nella serata di giovedì 17 dicembre si è tenuto il secondo appuntamento con gli Incontri in Archeogruppo, presso lo Spazio Culturale Domenico Mastrangelo. Relatore della serata è stato il prof. Domenico Caragnano, il quale ha parlato del rinnovamento artistico dei pittori tra la fine del XII e la prima metà del XIV secolo nelle chiese in grotta. Il rapporto tra gotico e presenza dei sovrani angioini nell’Italia Meridionale è in parte vera, anche se le prime avvisaglie della cultura d’oltralpe sono già presenti nella costruzione dell’abbazia del Murgo presso Lentini, intorno al 1225, che rappresenta la volontà di Federico II di avvicinare le nuove tendenze del gotico-circestense dell’Ile-de-France agli stereotipi islamico-bizantini dominanti nel Regno di Sicilia, come dimostra anche una attenta analisi del ritratto di Federico II, conservato al museo di Barletta, che la tradizione vuole che sia stato scolpito da Bartolomeo da Foggia, intorno al 1221, rinvia direttamente al foglio 29 v del Livre de Portraiture di Villard de Honnecourt. Continua la lettura di Le chiese in grotta: il rinnovamento artistico dei pittori tra la fine del XIII e la prima metà del XIV secolo.

Lo studioso Eberhard Rohrer incantato dalle gravine di Massafra e dai suoi tesori

Si continua a parlare del Convegno internazionale di studio “L’habitat rupestre nell’area mediterranea” – Dall’archeologia alle buone pratiche per il suo recupero e la tutela – che si è tenuto nei giorni 29, 30 e 31 ottobre, ottimamente organizzato dall’Archeogruppo “E. Iacovelli” (Centro di ricerche e studi storici, artistici, archeologici ed ambientali) primo in graduatoria a Bruxelles presso la Direzione Generale Cultura della Commissione Europea, con il progetto di cooperazione, dal titolo “CULTURAL RUPESTRIAN HERITAGE IN THE CIRCUM-MEDITERRANEAN AREA: COMMON IDENTITY – NEW PERSPECTIVE”, presentato insieme all’Università di Firenze DpAdsp. (organiser) per l’Italia, ENSAP La Villette per la Francia, Kadir Has University ISEpce di Istanbul per la Turchia, National And Kapodistrian University Of Athens DpEP per la Grecia e il Politecnico di Valencia DpEGA per la Spagna. Oltre 40 gli studiosi che hanno partecipato a questo convegno, giungendo da tutta Europa ed anche da altri paesi  fornendo per dare  informazioni sullo stato dell’arte delle rispettive ricerche nelle diverse discipline ed sull’applicazione delle nuove tecnologie di indagine al patrimonio rupestre mediterraneo. Continua la lettura di Lo studioso Eberhard Rohrer incantato dalle gravine di Massafra e dai suoi tesori

Massafra alla fine del ‘400 e l’allevamento dei cavalli del Re

di Roberto Caprara

Nella serata di martedì 10 novembre si è tenuto il primo di una serie di incontri organizzati dall’Archeogruppo nella propria sede di Massafra. Relatore della serata è stato il prof. Roberto Caprara, il quale ha parlato della Massafra alla fine del XV secolo. La conversazione è l’anticipazione dell’ampio commento di cui l’autore ha corredato l’edizione diplomatica di un codice cartaceo del 1463-64 (sino al XVI secolo nelle terre del Sud già appartenute a Bisanzio, l’anno incominciava quattro mesi prima che nelle altre terre, col primo settembre) redatto dall’Erario regio, il notaio Antonio Caricello, che vi ha annotato le entrate e le uscite sino al 31 agosto del 1464. Sottolineato che Massafra era allora città regia, cioè non dipendente da feudatari e che godeva di eccezionali privilegi fiscali, almeno dal 1419, come si apprende da un documento della regina Giovanna II d’Angiò, l’oratore ha delineato brevemente le vicende della fine della dinastia angioina e quelle della dinastia aragonese, dall’entrata in Napoli, nel 1442 di Alfonso il Magnanimo e conseguente fuga in Francia di Renato d’Angiò, sino all’intervento della Spagna nel 1502 che pose fine al Regno di Napoli, che divenne il “Viceregno” una trascurabile e malgovernata parte dell’Impero spagnolo, intraprendendo un inarrestabile cammino di decadenza sociale e culturale che è la remota origine della Questione Meridionale. Continua la lettura di Massafra alla fine del ‘400 e l’allevamento dei cavalli del Re

Comitato Tecnico dell’Archeogruppo

Nel rinnovamento che l’Archeogruppo sta attuando nell’organizzazione delle proprie iniziative e nella composizione dei propri organi direttivi è stata ideata la costituzione di un Comitato Tecnico che, all’occorrenza, abbia la funzione di supportare il Gruppo grazie alle specializzazioni, alle competenze e all’esperienza di ognuno dei membri del comitato stesso. Con delibera del Consiglio Direttivo, sono stati invitati a far parte del Comitato le seguenti persone: Nicola Andreace, Nino Bellinvia, Angelo Bruno, Attilio Caprara, Roberto Caprara, Domenico Caragnano, Carmela Crescenzi, Franco Dell’Aquila, Giulio De Luise, Egidio Fedele, Melania Longo, Giulio Mastrangelo, Loris Rossi, Orazio Santoro, Marcello Scalzo, Cosimo D. Simone.

Assemblea dei soci, nuovo Consiglio Direttivo

Nella serata di sabato 31 ottobre si è tenuta nei locali della sede sociale di Massafra l’Assemblea Ordinaria dei soci dell’Archeogruppo. Ha aperto l’Assemblea il Presidente uscente Attilio Caprara che ha tracciato a brevi linee l’operato dell’Archeogruppo richiamando l’attenzione dei soci sui progetti Comunitari nei quali il Gruppo è impegnato. Quindi si è passati all’elezione del nuovo Consiglio Direttivo che si è effettuata con voto palese e per alzata di mano, come deliberato dalla stessa Assemblea. Il nuovo Direttivo risulta quindi così composto nelle specifiche cariche: Antonio Caprara, Presidente – Maria Renzelo, Vicepresidente – Umberto Ricci, Segretario – Gabriella Mastrangelo, Consigliere – Angelo Notaristefano, Consigliere – Luigi Salvi, Consigliere – Francesca Scarano, Consigliere

2° Convegno Nazionale di Studi “Insediamenti rupestri di età medievale”, Vasanello (VT) 24-25/10/2009

Interventi di Roberto Caprara e Franco Dell’Aquila

1. L’organizzazione dello spazio negli insediamenti rupestri pugliesi.

Spazio naturale e spazio artificiale

Quando si procede anche ad una prima superficiale osservazione di un insediamento rupeatre, si nota la presenza rilevante di spazi naturali, spazi lasciati integri ove la natura è preponderante in tutte le sue forme. Il fondo delle forre dove scorre in continuità o ad intermittenza l’acqua piovana (fig. 1), pareti verticali (fig. 2), la presenza di grandi massi rocciosi sono alcune delle forme naturali lasciate integre nello spazio nsediamento si nota la presenza di spazi naturali, spazi lasciati integri ove la natura è preponderante in tdi un insediamento. Negli insediamenti rupestri gli spazi naturali sono generalmente di gran lunga superiori rispetto ad un insediamento costruito che, viceversa, utilizza intensamente, anche modificandoli, gli spazi naturali esistenti.

Gli spazi artificiali sono tutti quelli che hanno subito cambiamenti dovuti all’opera dell’uomo. Questi spazi aumentano in percentuale con l’aumentare della pressione antropica e del numero delle famiglie inserite in un insediamento. Continua la lettura di 2° Convegno Nazionale di Studi “Insediamenti rupestri di età medievale”, Vasanello (VT) 24-25/10/2009

Il blog dell'Archeogruppo "E. Jacovelli"