Archivi categoria: Convegni

PROGRAMMA / “L’Habitat Rupestre nell’Area Mediterranea”

Venerdì, 29 ottobre 2010 – Massafra

Ore 10:00, Sala Consiliare Palazzo di città (solo per gli addetti ai lavori)
Incontro tecnico dei convegnisti partners del Culture Programme, progetto europeo “Cultural Rupestrian Heritage in the Circummediterranean Area: Common Identity – New Perspective”.

Ore 15:30, Piazza Garibaldi (solo per gli addetti ai lavori)
Visita guidata ad alcune chiese rupestri.

Ore 18:00, Sala Consiliare del Palazzo di Città

Apertura dei lavori del Convegno, interventi di:

Antonio Caprara, Presidente dell’Archeogruppo “E. Jacovelli” o.n.l.u.s., Massafra
Chairman Cosimo D’Angela, Presidente del Convegno

Saluto delle Autorità presenti

Prolusione al convegno:
Carmela Crescenzi1, Angela Quartulli, 1Università di Firenze. Cultural Rupestrian Heritage in the Circummediterranean Area. Multimedialità per la sua diffusione e conoscenza. Continua la lettura di PROGRAMMA / “L’Habitat Rupestre nell’Area Mediterranea”

2° Convegno Nazionale di Studi “Insediamenti rupestri di età medievale”, Vasanello (VT) 24-25/10/2009

Interventi di Roberto Caprara e Franco Dell’Aquila

1. L’organizzazione dello spazio negli insediamenti rupestri pugliesi.

Spazio naturale e spazio artificiale

Quando si procede anche ad una prima superficiale osservazione di un insediamento rupeatre, si nota la presenza rilevante di spazi naturali, spazi lasciati integri ove la natura è preponderante in tutte le sue forme. Il fondo delle forre dove scorre in continuità o ad intermittenza l’acqua piovana (fig. 1), pareti verticali (fig. 2), la presenza di grandi massi rocciosi sono alcune delle forme naturali lasciate integre nello spazio nsediamento si nota la presenza di spazi naturali, spazi lasciati integri ove la natura è preponderante in tdi un insediamento. Negli insediamenti rupestri gli spazi naturali sono generalmente di gran lunga superiori rispetto ad un insediamento costruito che, viceversa, utilizza intensamente, anche modificandoli, gli spazi naturali esistenti.

Gli spazi artificiali sono tutti quelli che hanno subito cambiamenti dovuti all’opera dell’uomo. Questi spazi aumentano in percentuale con l’aumentare della pressione antropica e del numero delle famiglie inserite in un insediamento. Continua la lettura di 2° Convegno Nazionale di Studi “Insediamenti rupestri di età medievale”, Vasanello (VT) 24-25/10/2009

Gli usi civici a Massafra e Martina Franca, Giulio Mastrangelo

Questo intervento si occuperà delle vicende storiche relative agli usi civici sino alla emanazione della legge 6 agosto 1806, con cui fu formalmente abolita la feudalità, e alle pronunce della Suprema Commissione feudale che interessano sia Massafra che Martina.

Per le complesse questioni ancora aperte relative agli usi civici di Martina Franca rimando i cortesi ascoltatori ai pregevoli studi di M. Ancona (recenti vicende degli usi civici a Martina Franca, in R/UdP 1990 ) e di G. Liuzzi (la mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, in R/UdP 2008) .

Territorio, demani e usi civici nel regno di Napoli

Grazie alle civiltà succedutesi e sedimentatesi nel corso di millenni nel Regno di Napoli, nella nostra provincia vigeva una concezione di ‘territorio divergente rispetto a quella dominante in altri Stati.

Da noi la terra apparteneva alla Nazione (e non al re) in quanto era destinata funzionalmente a soddisfare le primarie esigenze di vita, cioè essenzialmente i bisogni agroalimentari, dei suoi abitanti[1]. Alla demanialità della terra erano connaturati i diritti di uso civico, grazie ai quali ogni cittadino, per il solo fatto di essere nativo di quel luogo,  poteva pascolare, acquare e far legna gratis sui terreni demaniali aperti. Continua la lettura di Gli usi civici a Massafra e Martina Franca, Giulio Mastrangelo

XIII Giornate Nazionali di Studio sul Vetro – Trieste 30/05/2009, Piran (SLO) 31/05/2009

I VETRI NELLA RICERCA ARCHEOLOGICA DEGLI ULTIMI TRENT’ANNI IN PUGLIA E BASILICATA – Intervento di Roberto Caprara

Non ricca e relativamente recente è, in Puglia e Basilicata, la produzione scientifica sui vetri provenienti da scavi archeologici, tanto che possiamo considerare come incunaboli due contributi usciti contemporaneamente poco più di quarant’anni fa.

Il primo (Harden 1966) tratta di frammenti provenienti da ricognizioni di superficie o piccoli saggi di scavo, aperti in area foggiana presso insediamenti abbandonati, come Castel Fiorentino, Motta della Regina, Petrulla, Salpi e datati fra XII e XIII secolo, per confronto con reperti di Corinto rinvenuti nello scavo delle fabbriche di vetro sull’Agorà distrutte, ma forse non completamente, dai Normanni nel 1147.

Il secondo (Whitehouse 1966), parla di frammenti vitrei rinvenuti sotto la Cavallerizza di Federico II, nel Castello di Lucera, messi in relazione con la figura dell’Imperatore. Si tratta di un’ottantina di reperti cavi e di molti reperti di lastre da finestra di colore e forme diverse. Fra i vetri cavi si annoverano esemplari dorati e smaltati, provenienti dal mondo islamico e dal Regno latino di Gerusalemme datati fra il 1260 e il 1290, ma soprattutto frammenti di bicchieri dal corpo troncoconico decorato da bugne in rilievo e “a chiocciola” e di altri oggetti di vetro incolore  (fig. 1) che l’Autore giudica di fabbricazione locale. Puntualizzazioni recenti su questi materiali sono in Bertelli 1990b.

Citeremo ora materiali di vecchi scavi rimasti inediti che ci paiono interessanti.

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