Archivi categoria: Incontri in Archeogruppo

Alle origini del Risorgimento: la carboneria nel Regno di Napoli durante il decennio napoleonico.

di Francesco Mastroberti

Com’è noto nel 2011 cadrà il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, un evento importante per il Paese che offre, nel 2010, un’opportunità per sensibilizzare la cittadinanza ai temi dell’unità della Patria della libertà dei cittadini e degli ideali che hanno ispirato le lotte degli uomini del Risorgimento. Con questo spirito l’incontro con il prof. Mastroberti tratterà delle origini e delle vicende della carboneria nel Mezzogiorno, soffermandosi in particolare sulle sue aspirazioni costituzionali e unitarie. Continua la lettura di Alle origini del Risorgimento: la carboneria nel Regno di Napoli durante il decennio napoleonico.

L’Uomo nelle gravine: preistoria e protostoria fino all’Età del Bronzo.

di Roberto Caprara

Giovedì 14 gennaio, nella sede dell’Archeogruppo, Roberto Caprara terrà il primo incontro del ciclo “L’Uomo nelle Gravine” col quale lo studioso dimostrerà come le varie civiltà sviluppatesi nelle nostre regioni, dal Paleolitico al Post-Medioevo hanno lasciato tracce notevoli nelle Gravine, che sono quindi il luogo privilegiato per lo studio della lunga vicenda storica delle popolazioni che le hanno abitate. Non è quindi più lecito parlare di una sola Civiltà rupestre nelle Gravine, come era possibile quarant’anni fa, quando si conosceva solo il cortile di casa e si pensava che i villaggi fossero tutti bassomedievali, ma della significativa presenza di molte civiltà, che hanno lasciato tracce rupestri, speso imponenti ma talora percepibili solo dopo attento studio, nelle Gravine. Continua la lettura di L’Uomo nelle gravine: preistoria e protostoria fino all’Età del Bronzo.

Le chiese in grotta: il rinnovamento artistico dei pittori tra la fine del XIII e la prima metà del XIV secolo.

di Domenico Caragnano

Nella serata di giovedì 17 dicembre si è tenuto il secondo appuntamento con gli Incontri in Archeogruppo, presso lo Spazio Culturale Domenico Mastrangelo. Relatore della serata è stato il prof. Domenico Caragnano, il quale ha parlato del rinnovamento artistico dei pittori tra la fine del XII e la prima metà del XIV secolo nelle chiese in grotta. Il rapporto tra gotico e presenza dei sovrani angioini nell’Italia Meridionale è in parte vera, anche se le prime avvisaglie della cultura d’oltralpe sono già presenti nella costruzione dell’abbazia del Murgo presso Lentini, intorno al 1225, che rappresenta la volontà di Federico II di avvicinare le nuove tendenze del gotico-circestense dell’Ile-de-France agli stereotipi islamico-bizantini dominanti nel Regno di Sicilia, come dimostra anche una attenta analisi del ritratto di Federico II, conservato al museo di Barletta, che la tradizione vuole che sia stato scolpito da Bartolomeo da Foggia, intorno al 1221, rinvia direttamente al foglio 29 v del Livre de Portraiture di Villard de Honnecourt. Continua la lettura di Le chiese in grotta: il rinnovamento artistico dei pittori tra la fine del XIII e la prima metà del XIV secolo.

Massafra alla fine del ‘400 e l’allevamento dei cavalli del Re

di Roberto Caprara

Nella serata di martedì 10 novembre si è tenuto il primo di una serie di incontri organizzati dall’Archeogruppo nella propria sede di Massafra. Relatore della serata è stato il prof. Roberto Caprara, il quale ha parlato della Massafra alla fine del XV secolo. La conversazione è l’anticipazione dell’ampio commento di cui l’autore ha corredato l’edizione diplomatica di un codice cartaceo del 1463-64 (sino al XVI secolo nelle terre del Sud già appartenute a Bisanzio, l’anno incominciava quattro mesi prima che nelle altre terre, col primo settembre) redatto dall’Erario regio, il notaio Antonio Caricello, che vi ha annotato le entrate e le uscite sino al 31 agosto del 1464. Sottolineato che Massafra era allora città regia, cioè non dipendente da feudatari e che godeva di eccezionali privilegi fiscali, almeno dal 1419, come si apprende da un documento della regina Giovanna II d’Angiò, l’oratore ha delineato brevemente le vicende della fine della dinastia angioina e quelle della dinastia aragonese, dall’entrata in Napoli, nel 1442 di Alfonso il Magnanimo e conseguente fuga in Francia di Renato d’Angiò, sino all’intervento della Spagna nel 1502 che pose fine al Regno di Napoli, che divenne il “Viceregno” una trascurabile e malgovernata parte dell’Impero spagnolo, intraprendendo un inarrestabile cammino di decadenza sociale e culturale che è la remota origine della Questione Meridionale. Continua la lettura di Massafra alla fine del ‘400 e l’allevamento dei cavalli del Re